Nov 27, 2013 - Senza categoria    No Comments

I promessi sposi

Intanto Renzo, Lucia e Agnese  erano scappati dal paese e ora si  stavano dirigendo al convento da padre Cristoforo, il quale li aspettava. Quando arrivarono il sagrestano del convento fece delle obiezioni sul fatto che ci fossero due donne lì di notte, ma padre Cristoforo però lo zittì con una frase cioè ‘Tutto è puro per i puri di cuore’.

Nov 15, 2013 - Senza categoria    No Comments

I promessi sposi

Quando uscirono dall’osteria i bravi seguirono Renzo, Tonio e Gervaso. Ma non appena fatto un pezzo di strada, dovettero tornare all’osteria perché i contadini tornavano dai campi e loro avrebbero dato nell’occhio. Renzo, Tonio e Gervaso poi, si recarono da Lucia per la faccenda del matrimonio segreto. Quando arrivarono a casa del curato Agnese fece scendere Perpetue e nel mentre, i due sposi più i testimoni entrarono in casa. Quando il curato li vide capì, Renzo pronunciò la frase ma Lucia venne bloccata da don Abbondio, il quale le lanciò il tappeto del tavolino in testa. Così si creò una confusione generale e il curato suonò le campane per chiedere aiuto. Intanto i bravi entrarono nella casetta di Lucia però, senza trovarci nessuno. All’improvviso però arrivò Menico, tornato dal convento. Il ragazzino venne preso dai bravi, i quali però lo lasciarono andare perché sentirono il suono delle campane. Così Menico era scappato via e per la strada aveva incontrato Renzo, Lucia e Agnese ai quali aveva detto di andare al convento perché padre Cristoforo li aspettava. Quando questi si furono incamminati verso il convento, tutti i cittadini scesero in piazza per sapere cos’era accaduto. All’improvviso però arrivò un signore, il quale affermò di aver visto i bravi a casa di Lucia e che forse le avevano prese. 

Nov 8, 2013 - Senza categoria    No Comments

I promessi sposi

Nel rimanente di quella mattinata i bravi di Don Rodrigo si aggiravano intorno alla casa di Lucia, travestiti da mendicanti, per osservarne l’aspetto. Quella stessa mattinata nel palazzotto di don Rodrigo quest’ultimo parlava con suo cugino, il conte Attilio. Entrambi discutevano della scenata di padre Cristoforo, finché don Rodrigo per evitare chiacchiere inutili decise di raddoppiare la scommessa. Quando il conte Attilio se ne fu andato, suo cugino chiamò il capo dei suoi bravi, il Griso. Quest’ultimo informò don Rodrigo del suo piano per rapire Lucia e poi disse anche che se Renzo si fosse opposto l’avrebbero picchiato. Intanto Renzo andò a casa dell’amata per informare le due donne che  sarebbe venuto a prenderle durante l’ora dell’Ave Maria e che adesso sarebbe andato all’osteria con Tonio e Gervaso. Arrivati alla locanda c’erano dei bravi che osservavano il luogo, così Renzo chiese a l’oste chi fossero, ma lei gli rispose che non li conosceva. 

Ott 30, 2013 - Senza categoria    No Comments

I promessi sposi

Giunto a casa dell’amico, Renzo domandò a Tonio se avesse voluto venire con lui all’osteria e l’altro subito accettò. Quando giunsero alla locanda ed ebbero ordinato da mangiare, Renzo rammentò all’amico il suo debito col curato di 25 lire, Tonio però gli rispose di non ricordarglielo, ma il ragazzo però continuò il suo discorso e alla fine propose all’amico che se lui avesse pagato il debito di Tonio, quest’ultimo avrebbe dovuto fargli un favore cioè quello di essere il suo testimone. Alla fine egli accetta e come secondo testimone decidono di dirlo al fratello di Tonio, Gervaso. Quando tornò a casa di Lucia, quest’ultima si era opposta all’idea del matrimonio segreto perché credeva che non era in buona fede e non voleva sentire nessuna ragione dalla madre. E mentre i tre litigavano arrivò padre Cristoforo, il quale non portava buone notizie. E all’improvviso, preso dalla frustrazione, Renzo alzò la voce chiedendo quali fossero le ragioni di quell’uomo per il suo gesto. Così padre Cristoforo gli rispose che don Rodrigo aveva fatto finta di non sapere nulla. Però, prima di andarsene, disse a Renzo che il giorno dopo si sarebbe dovuto recare al convento perché aveva delle informazioni importanti da dirgli. Quando se ne andò le due donne cominciarono a litigare, ma all’improvviso Renzo perse il suo autocontrollo e iniziò a sbraitare contro Lucia, la quale accettò, senza proteste, di fare il matrimonio segreto. Il giorno dopo Agnese chiamò un bambino di nome Menico, che abitava da quelle parti, e gli disse di presentarsi al convento al posto di Renzo perché se quest’ultimo l’avesse fatto padre Cristoforo avrebbe sospettato qualcosa del matrimonio segreto.

Ott 23, 2013 - Senza categoria    No Comments

I promessi sposi

Dopo la partenza del frate i tre stavano preparando la cena ed ad un certo punto ad Agnese venne un’idea. Cioè che per fare un matrimonio il curato non doveva essere per forza d’accordo, i due sposi dovevano semplicemente dire che lui era suo marito e lei sua moglie ed il matrimonio era bell’e fatto. Ma per confermare la cosa bisognava che c’erano due testimoni. E alla fine i due ragazzi decidono di fare questo matrimonio segreto. Così Renzo va a cercare Tonio per chiedergli di essere il testimone. 

Ott 18, 2013 - Senza categoria    No Comments

I promessi sposi

Padre Cristoforo così andò a casa di don Rodrigo. I due entrarono in una stanza e il frate iniziò a parlare dicendo che gli era giunta voce che qualcuno aveva usato il suo nome per far paura ad un povero curato, che avrebbe dovuto far sposare due ragazzi. Don Rodrigo però fece finta di non sapere nulla, così i due iniziarono a litigare. Ad un certo punto però padre Cristoforo si arrabbiò e così maledisse don Rodrigo, il quale rimase molto sconvolto e lo cacciò via. Mentre usciva dalla stanza, padre Cristoforo, incontrò un servo di don Rodrigo che gli disse che stava per succedere qualcosa e che il giorno dopo sarebbe andato in convento per dirgli quel che sapeva.

Ott 16, 2013 - Senza categoria    No Comments

I promessi sposi

Fra Galdino fece il giro delle case per raccogliere noci, e quando arrivò a casa di Lucia la ragazza gli diede tantissime noci da farlo ritornare prima in convento per far andare lì padre Cristoforo. Quando il frate se ne fu andato Agnese si lamentò con la figlia, ma quando quest’ultima le spiegò le sue buone ragioni e così la mamma le disse che aveva fatto bene. In quel momento arrivò Renzo, il quale era molto arrabbiato a causa dell’incontro con un avvocato. Il giorno seguente padre Cristoforo andò a casa di Lucia e dopo aver ascoltato i fatti pensò a cosa avesse potuto fare. E giunse alla conclusione che sarebbe andato a parlare direttamente con don Rodrigo.

Ott 11, 2013 - Senza categoria    No Comments

I promessi sposi

Così radunati la madre, Agnese, e lo sposo, Lucia raccontò loro cosa le fosse accaduto. Pochi giorni prima mentre tornava dalla filanda, era rimasta indietro dalle sue compagne così don Rodrigo e un altro signore le avevano sbarrato la strada e volevano trattenerla con chiacchiere inutili. Ma lei, senza dargli retta, aveva affrettato il passo ed era corsa via. Intanto però aveva sentito una parola pronunciata da don Rodrigo: scommettiamo. La ragazza  spaventata  si era confidata con padre Cristoforo, il quale le aveva detto di affrettare il matrimonio e di restare chiusa in casa. Quando la ragazza finì di parlare, Renzo si era infuriato e voleva uccidere don Rodrigo. Ma le due donne lo fermarono. 

Ott 11, 2013 - Senza categoria    No Comments

I promessi sposi

 La notte don Abbondio non riuscì a dormire e così pensò di inventarsi delle scuse per rimandare il matrimonio. Quando finalmente il sonno arrivò il curato fu tormentato da sogni orribili. Lorenzo o come tutti lo chiamavano, Renzo era una ragazzo che era rimasto senza una famiglia fin dalla adolescenza. Il suo mestiere era quello del filatore di seta e quindi si poteva definire una persona agiata. Il mattino seguente il ragazzo si recò da don Abbondio per stabilire l’ora del ricevimento, ma il curato disse che c’erano degli impedimenti e che li avrebbe risolti entro qualche settimana, e mandò via Renzo. Quest’ultimo una volta uscito di casa vide nell’orto del curato Perpetua. Così le corse incontro e le domandò cosa fosse successo, la domestica gli rispose che non era colpa del suo padrone ma di alcuni prepotenti. Finalmente il ragazzo capì e tornò di nuovo da don Abbondio. Quando il ragazzo entrò nella casa di don Abbondio quest’ultimo si accorse che Renzo voleva spiegazioni e così tentò di scappare, ma il ragazzo glielo impedì chiudendo a chiave la porta. E finalmente il curato gli rivelò il nome della persona che non voleva farlo sposare. Sulla via del ritorno Renzo pensò di voler uccidere don Rodrigo, ma poi gli venne in mente Lucia e che fine avrebbe fatto se avesse ucciso quell’uomo. Così s’incamminò verso la casa della sposa e quando arrivò chiese ad una bambina di farla scendere. Quando scese, Lucia vide Renzo e capì che era successo qualcosa. Così il ragazzo le raccontò brevemente l’accaduto e quando udì il nome di don Rodrigo, la sposa, comprese cosa era successo realmente. Renzo si meravigliò e le domandò se lei sapeva qualcosa, ma la ragazza si alzò e disse che andava a chiamare la madre e poi gli avrebbe raccontato tutta la storia.

Ott 11, 2013 - Senza categoria    No Comments

I Promessi sposi

La sera del 7 novembre 1628, don Abbondio stava tornando a casa e sulla strada del ritorno colse un immagine che non avrebbe voluto vedere. Due uomini uno di fronte l’altro erano appoggiati al muro con le braccia incrociate al petto. Il loro abito e il loro portamento lasciavano intendere che erano due bravi e stavano attendendo proprio il povero curato. Quest’ultimo fu assalito da mille pensieri e si domandò se ci fosse stata qualche via secondaria per cui scappare, ma guardandosi intorno si accorse di trovarsi su una strada dritta. Così non potendo tornare indietro e non potendo schivare il pericolo, vi corse incontro. Quando si trovò vicino a loro, uno di essi iniziò a parlare dicendo a don Abbondio che se il giorno seguente avesse avuto intenzione di sposare Renzo e Lucia sarebbe stato ucciso. Prima di andarsene i due briganti informano il curato che a mandarli era stato don Rodrigo. Tornato a casa don Abbondio era stravolto, e vedendolo così la sua domestica, Perpetua, gli chiese cosa fosse successo. Il curato così le raccontò l’accaduto, però facendola giurare di non dirlo a nessuno.

Pagine:1234»